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S.I.T.I. SocietÓ Industrie Telefoniche Italiane Doglio - Milano

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hanno seri e fondati motivi di ritenere che il capitale di 12.000.000 di lire portato in bilancio non sia stato realmente versato poiché la copertura di esso sarebbe avvenuta per soli 10.500.000 lire. Si decise quindi di sottoporre tutta la gestione della Società SITI dal 1924 al 1931 ad una severa inchiesta tecnica, contabile e morale da parte di una Commissione di tre membri (uno dalla minoranza, uno dalla maggioranza degli azionisti e uno dal Tribunale di Roma). Alla difficile realtà contabile e gestionale dell’azienda si sovrappose la gravosa vicenda dell’esproprio dello storico stabilimento, nonché sede principale, di via Pascoli 14, obbligando la SITI a spostare la propria sede Legale e lo Stabilimento in via Bodio 39 sempre a Milano (Fig. 8). Fra il 1931 e il 1932 le perdite ammontavano oramai a 4.320.227,76 lire! Fra le cause principali di tali perdite vi era l’onere derivante dall’esproprio dello stabile di via Pascoli, 14 pari a 905.938,90 lire, la svalutazione di macchinario, attrezzi, stampi, magazzini e Clienti pari a 1.200.000,00 lire e le spese di mano d’opera per il trasloco pari a 305.424,50 lire. Nel 1936 si aprirono febbrili trattative per una ipotetica combinazione industriale con un gruppo concorrente (la “A.C.E.S.A.” Apparecchiature per Comunicazioni Elettriche Società Anonima) e, con riferimento al bilancio e alla persistente scarsità di circolante, si propose come l’unico modo per evitare lo scioglimento della Società. In pratica la fabbrica vera e propria sarebbe stata portata funzionante in ACESA, mentre la SITI come sola società priva di fabbrica avrebbe continuato a restare in vita almeno fino al totale realizzo dei crediti e delle cause attive. Questa operazione porterà la SITI anche a ritirare le azioni che erano state assegnate alla S.I.R.T.I. In base alle deliberazioni del 27 marzo e 2 maggio 1936 la SITI stipulò la cessione alla “A.C.E.S.A.” delle principali attività (stabilimento, macchinario, materie prime, lavorazioni in corso) accollando alla società acquirente per conferimento una parte delle passività. Nonostante tale operazione fosse stata stipulata alle migliori condizioni possibili, fu comunque in perdita. Basti pensare che solo sul magazzino essa fu superiore ad un milione di lire! Inoltre non vi furono speranze per gli azionisti di recuperare il loro capitale. Lo scioglimento della Società, più che oggetto di proposta, fu un obbligo imposto dalla legge, poiché la perdita fu di gran lunga superiore ai limiti imposti.

La SITI venne così sciolta e posta in liquidazione in data 23 marzo 1937.


 
DETTAGLIO DELL'ESTRATTO REGISTRO DITTE
DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO


FASCICOLO n. RD 53127
 
Anno di fondazione della società2 gennaio 1914
Denominazione: “Società Industrie Telefoniche Italiane di G. Doglio e R. Pecorini”
Società in nome collettivo di Giuseppe Doglio e Riccardo Pecorini
Capitale sociale: 50.000 lire interamente versato
Oggetto: Fabbricazione apparecchi Telefonici
 
Modifica della società26 gennaio 1917
Denominazione: “Società Industrie Telefoniche Italiane G. Doglio”
Capitale sociale: 50.000 lire interamente versato
Oggetto: Fabbricazione apparecchi Telefonici
 
Modifica della società18 maggio 1917
Denominazione: “Società Industrie Telefoniche Italiane G. Doglio & C.” – via Burigozzo 3
Soci accomandatari: Giuseppe Doglio, Rinaldo Gianoli e Pietro Robutti
Capitale sociale: 550.000 lire interamente versato
Oggetto: Industrie Telefoniche e Impianti Telefonici
 

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